Mini

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MINI viene fondata nel 1959 ed è un’azienda inglese specializzata nella produzione di un’utilitaria. La nuova MINI è invece un marchio di respiro maggiore, rilevato nel 2000 da BMW, nato a partire da una compatta segmento B ed oggi proprietario di una gamma decisamente generosa. L’avventura inizia l’8 settembre 2001, quando il marchio dell’elica rivela la nuova MINI. E’ un’automobile di sostanza meccanica, affidabilità e tecnologia di natura tedesca. Personalità e carattere sono però ancora inglesi, così come l’impronta stilistica ed il comportamento al volante. La MINI II è più lunga di oltre mezzo metro rispetto all’antenata, è più larga di quasi trenta centimetri ed è più alta di sei centimetri.

L’azienda tedesca spende inoltre 230 milioni di sterline e rammoderna lo stabilimento di Oxford, da cui quasi mezzo secolo prima uscì l’esemplare numero 1. Quest’ultimo fu progettato da Alec Issigonis ed aveva motore anteriore-trasversale, trazione anteriore e cambio montato sotto l’unità termica. L’abitacolo poteva ospitare 4 persone, per merito anche delle notevoli soluzioni tecniche sviluppate: le sospensioni erano prive di molle e le ruote avevano diametro di 10 pollici, così da non sottrarre centimetri utili. Il motore aveva cilindrata di 848 cc ed erogava una potenza massima di 34 CV.

La MINI di prima generazione fu realizzata in 4.4 milioni di esemplari ed è stata rimpiazzata solo nel 2001, da una vettura su cui BMW iniziò a pensare fin dal termine degli anni ’90. Fu lanciata con motori benzina da 90 CV, 115 CV o 163 CV, a cui seguì il 1.4 diesel da 75 CV. La gamma è oggi composta dalle berlina, Clubvan, Countryman, Paceman, Cabrio, Coupè e Spyder. Nel 2004 tocca alla seconda serie, oggi declinata in ben sette varianti di carrozzeria.Tutti gli aggiornamenti sul marchio inglese.

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